GIORNATE DELLA SALUTE

tutte le info che vi servono per le nostre Giornate della Salute

GIORNATA DELL’INSUFFICIENZA VENOSA

Il reflusso venoso è un problema comune, nei paesi occidentali il 5 – 8 % della popolazione soffre di insufficienza venosa cronica (CVI). E’ importante effettuare una diagnosi precoce dell’ insufficienza venosa in modo da impostare un’ efficace terapia ed evitare o ritardare la cronicizzazione della malattia. Non curare in tempo una CVI può causare un’ ulcerazione degli arti inferiori.

La dilatazione delle vene (vena varicosa) o difetti delle valvole venose possono generare una insufficienza delle stesse, non ostacolando il reflusso del sangue venoso verso il cuore e generando quindi un’alta pressione venosa. L’insufficienza venosa cronica si traduce in edema, vene varicose ed ulcere.

pletismografo Venoscreen

La reografia a luce riflessa (Light-reflection rheography LRR) è un metodo di misurazione che consente di valutare le condizioni delle vene, ed in maniera particolare il funzionamento delle valvole venose.
Il VenoScreen è un pletismografo, utile per eseguire questo tipo di screening, per la valutazione iniziale dell’efficienza venosa.
Il metodo LRR utilizza un sistema non invasivo a luce infrarossa, trasmessa attraverso la pelle della parte inferiore della gamba. Un sensore fotometrico misura la luce riflessa dalla pelle (misurazione dispersa). L’intensita’ della luce riflessa fornisce informazioni relative al volume del sangue nella pelle. Sebbene il VenoScreen esamini il sangue in prossimità della superficie, esso è in grado di fornire informazioni relative all’intero sistema venoso in quanto le vene della pelle sono strettamente collegate alle vene profonde della gamba.

L’esame ottenuto viene inviato grazie alla telemedicina ad uno specialista per la refertazione.

referto del Venoscreen

GIORNATA DELL’OSTEOPOROSI

L’ultrasonometro genera ultrasuoni che attraversano il calcagno. Tale test si effettua su quest’osso perché la struttura è simile dal punto di vista biomeccanico a quella del femore e delle vertebre, le sedi più soggette a frattura nei casi di osteoporosi.

Per effettuare l’esame occorre che il piede sia nudo. Quindi si richiede cortesemente di togliere il calzino, la calza o il collant. La misura ha una durata di circa 1 minuto e per non comprometterne il risultato, il paziente dovrebbe cercare di rimanere il più possibile immobile senza parlare.

L’osteoporosi è spesso definita come “malattia silenziosa”. I primi segni della malattia si manifestano quando ormai le ossa sono già molto fragili.

Il più importante fattore di rischio è l’età. Le donne sono più a rischio degli uomini perché tendono ad avere una struttura ossea più piccola e minuta. Un altro importante fattore che incide sulla fragilità delle ossa delle donne è la menopausa. Dopo la menopausa, le donne producono una quantità inferiore di ormoni, in particolare estrogeni, che di solito proteggono dalla perdita di massa ossea.

La densitometria ad ultrasuoni non è un esame pericoloso e non emette radiazioni, tuttavia non permette la diagnosi, che secondo le linee guida internazionali deve essere convalidata da una DEXA a raggi x, quindi con l’emissione di radiazioni che vadano a vedere il grado di mineralizzazione dell’osso.

Tuttavia la sua velocità di esecuzione, la sua praticità, e i costi contenuti (20€ il costo dell’esame), consentono di avere stime attendibili della fragilità ossea e permettono al proprio medico di base di valutare la necessità o meno di ulteriori accertamenti più invasivi.

densitometro osseo ad ultrasuoni

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